La Dieta Low FODMAPs

Fermentable
Oligosaccharides,
Disaccharides
Monosaccharides
And
Polyols

La dieta a basso contenuto di FODMAP per la sindrome dell’intestino irritabile

FODMAPs è l’acronimo di Oligosaccaridi, Disaccaridi, Monosaccaridi e Polioli Fermentabili, e la dieta da cui prende il nome altro non è che un regime a basso contenuto di questi carboidrati che si trovano in alcuni alimenti. Il termine è stato coniato nel 2005 da un gruppo di ricercatori australiani, che per primi ipotizzarono che gli alimenti contenenti questi carboidrati peggiorassero i sintomi di alcuni disordini digestivi come la sindrome dell’intestino irritabile (IBS) ed altre malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD). Questi carboidrati a catena corta sono scarsamente assorbiti nell’intestino tenue e rapidamente fermentati dai batteri intestinali causando: produzione di gas, distensione addominale, gonfiore, crampi e diarrea.

I componenti della dieta che causano distensione luminale hanno quindi le seguenti caratteristiche:

  1. Scarsamente assorbiti nella prima parte dell’intestino
  2. Formati da piccole molecole osmoticamente attive
  3. Velocemente fermentati dai batteri (intestino tenue e cieco) e contemporaneamente in grado di aumentare la popolazione batterica (effetto probiotico)
  4. Associati con la produzione di idrogeno

I carboidrati FODMAP sono:

Fruttosio

Presente in diversi tipi di frutta e verdura, miele e sciroppi ad alto contenuto di fruttosio (HFCS), è uno zucchero semplice che nel lume intestinale è assorbito attraverso 2 meccanismi: in co-trasporto con il glucosio (GLUT-2 –questo sistema di trasporto è attivo solo in presenza dello zucchero glucosio quando quindi il fruttosio deriva dalla digestione di carboidrati più complessi contenenti entrambi gli zuccheri, come il saccarosio formato da una molecola di glucosio e una di fruttosio) o per mezzo di un trasportatore specifico (GLUT-5) secondo il suo gradiente di concentrazione. Poiché questo sistema di trasporto è facilmente saturabile, l’assunzione di elevate quantità di fruttosio impediscono il passaggio di tutto lo zucchero al di fuori dell’intestino, il quale nell’intestino grasso è fermentato ad opera della flora batterica ivi presente: in pratica si ha un malassorbimento del fruttosio. Secondo alcuni autori circa il 40% della popolazione ha una capacità molto limitata di assorbire il fruttosio libero.

Lattosio

Il lattosio è uno zucchero, contenuto nel latte e nei latticini, a sua volta formato da 2 diversi zuccheri: glucosio e galattosio. Per essere digerito, la molecola di lattosio deve essere tagliata nei suoi due costituenti, glucosio e galattosio, ad opera dell’enzima lattasi spesso presente in basse o quasi nulle quantità in alcuni individui: per questa ragione molto spesso non tutto il lattosio ingerito subisce il processo di taglio, e nell’intestino si comporta come FODMAP.

Oligosaccaridi FODMAP

Gli oligosaccaridi FODMAP sono i fruttani –FOS (polimeri del fruttosio con un glucosio terminale a catena corta) e i galattani –GOS che gli uomini non possono né digerire, né assorbire poiché non abbiamo l’enzima necessario a tagliarli. Poiché non vengono assorbiti nell’intestino, fermentano rapidamente causando la formazione di gas.

I fruttani si trovano in numerosi alimenti: alcuni frutti (pesche, cachi, cocomero), cereali (orzo, segale, grano tenero), frutta secca (pistacchi), ortaggi (carciofi, barbabietola rossa, cavolini di Bruxelles, cicoria, finocchio, aglio, porro, cipolla) e legumi (piselli, ceci, lenticchie).

Le principali fonti di GOS nella dieta sono il raffinosio (formato da: fruttosio, glucosio, galattosio) e lo stachiosio (formato da: glucosio, galattosio, galattosio, fruttosio). Raffinosio e stachiosio non possono essere tagliati (quindi digeriti) nei loro zuccheri costituenti poiché anche in questo caso all’uomo manca l’enzima necessario. Le principali fonti di galattani nella dieta sono fagioli, fagioli rossi, ceci, lenticchie, prodotti di soia, cavoletti di Bruxelles e cavoli.

Polioli

Appartengono a questa classe: sorbitolo, mannitolo, maltitolo, xilitolo, eritritolo, polidestrosio e isomalto. Sembra che nelle piante il loro ruolo sia come riserva di energia; recentemente sono stati introdotti nella nostra alimentazione come sostituti dello zucchero dall’industria alimentare per la produzione di prodotti alimentari a basso contenuto calorico. Solo circa un terzo di quelli consumati sono assorbiti. Il sorbitolo è abbastanza comune nella frutta, mentre il mannitolo è più comune nei vegetali. Gli alimenti che li contendono sono:

  • Frutta: mele, albicocche, avocado, ciliegie, more, pere, pesche noci, susine prugne.
  • Vegetali: cavolfiore, funghi, taccole.
  • Come additivi alimentari: E420 (sorbitolo), E421 (mannitolo), E965 (maltitolo), E967 (xilitolo) e E953 (isomalto).
Alimenti Low FODMAPs Hight FODMAPs
Uova, carni, pollame, pesce Mucca, pollo, uova, pollo, agnello, maiale, crostacei, tacchino Alimenti con HFCS
Latticini & Alternative Latticini senza lattosio, parmigiano, latte di riso e mandorle, tempeth, tofu, yogurt greco Latticini con lattosio, burro, cioccolato, latte, formaggi freschi, creme, yogurt, latte di soia, latte di cocco
Cereali Cereali senza glutine (mais, avena, patate, quinoa, riso, tapioca, miglio, etc.) Cereali con glutine (orzo, segale, grano, farro), radici di cicoria, inulina
Frutta Banane, mirtilli, melone bianco e giallo, kiwi, limone, lime, arancia, frutto della passione, lamponi, fragole, mandarino, Pompelmo, Uva Mele, cocomero, albicocche, ananas, frutta sciroppata, fichi, mango, pesche noci, pesche, pere, prugne, cachi, susine, Avocado, Ciliegie, more, Litchi, frutta essiccata, succhi di frutta, papaya, cocco
Vegetali Germogli di erba medica/soia, germogli di bambù, peperoni, carote, melanzane, fagiolini, pastinaca, spinaci, pomodori, zucchine, Lattuga, sedano, zucca, cipolla (parte primaverile verde), bieta, cetrioli, rape Carciofi, Cipolle, Aglio, asparagi, Cavoli, Cicoria, Crauti, Porri, Radicchio, Scalogno, Topinambur, Verza, Taccole, barbabietole, finocchi, Cavolini di Bruxelles, broccoli, cavolfiore, funghi
Legumi NO Ceci, lenticchie, fagioli rossi, fagioli, piselli, soia
Altri Alimenti Confettura, la maggior parte delle spezie ed erbe, senape, margarina, olii, olive, pepe, pesto, sale, semi (chia, lino, zucca, sesamo, girasole), zenzero, zucchero, salsa di soia, aceto, noci pecan, noci, mandorle Marmellate, gelatina, humus, melassa, cipolle, marroni, concentrato di pomodoro, dolcificanti artificiali (isomalto, mannitolo, sorbitolo, xilitolo), miele, Anacardi, miso, pistacchi, semi di soia
 

Anche se diversi studi hanno dimostrato l’efficacia di una dieta a basso contenuto di FODMAP per trattare i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile, ci sono diverse limitazioni nello sviluppo di una tavola di alimenti ricchi e poveri in FODMAP. Il più grande ostacolo è l’assenza di un livello di soglia univoco che possa permettere una classificazione universale degli alimenti. Tuttavia prendendo in considerazione i primi lavori sui FODMAP la quantità totale massima per ottenere benefici terapeutici nei soggetti affetti da IBS deve essere inferiore a 0,5 gr di FODMAP totali a pasto o comunque meno di 3 gr totali al giorno.

Il ruolo patogeno dei FODMAPs nei sintomi IBS è anche probabilmente associato con la flora intestinale di questi soggetti. Alcune specie batteriche come Clostridiumin presenza di FODMAPs causano la produzione di gas. Le persone che soffrono di IBS hanno meno specie di Lactobacillus e Bifidobacterium nella loro flora intestinale rispetto agli individui sani. Questi batteri legano le cellule epiteliali dello stomaco, inibendo l’adesione dei batteri e nello stesso tempo attuano una sorta di barriera. Inoltre non produco gas in seguito all’assunzione di carboidrati: perciò potrebbe risultare utile per aumentare la tolleranza ai FODMAPs ripristinare una sana flora batterica.

Sempre nei soggetti affetti da IBS è stata evidenziata una crescita eccessiva di batteri nell’intestino tenue, soprattutto batteri metano-produttori che quando fermentano i carboidrati ritardano il transito intestinale, causando stitichezza. Questa condizione può inoltre causare un’aumentata permeabilità dell’intestino tenue e la fermentazione dei carboidrati male assorbiti nel suo lume causando dolore addominale e quindi disagio.

Diagnosi

In soggetti con IBS un Breath Test positivo potrebbe consentire l’identificazione dei carboidrati responsabili dei sintomi e la loro totale esclusione dalla dieta potrebbe ridurre il disagio intestinale. Al contrario un Breath Test negativo dimostra il completo assorbimento degli zuccheri, suggerendo che il soggetto può continuare a consumarli senza compromettere i suoi sintomi. Poiché il Breath Test all’idrogeno determina l’assorbimento di un carico di fruttosio e/o lattosio, andrebbe sempre consigliato per evitare una restrizione eccessiva della dieta.

Il Breath Test che permette di investigare il malassorbimento di FODMAPs è generalmente effettuato con fruttosio, lattosio e sorbitolo, tuttavia è necessario ricordare che altri 3 FODMAPs andrebbero investigati nei soggetti con IBS. Purtroppo test specifici per fruttani e galattani non sono al momento disponibili.

FODMAP Principali e loro Origine Alimentare

FODMAP Alimenti
Monosaccaridi -Fruttosio Frutta: mele, pere, pesche noci, mango, piselli dolci, anguria, ciliegie, frutta sciroppataMieleVerdura: asparagi, carciofi, piselli zucchero schiocco

Dolcificanti: fruttosio, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio

Grande quantità di fruttosio totale: frutta concentrata; grandi porzioni di frutta, frutta secca, succhi di frutta

Disaccaridi-Lattosio Latte: mucca, capra e pecoraGelatoCremapasticcera

Yogurt

Formaggi (soprattutto quelli freschi)

Oligosaccaridi-Fruttani-Galattani Frutta: anguria, mele, pesche bianche, rambutan, cachiVerdure: carciofi, asparagi, barbabietole, cavolini di Bruxelles, broccoli, cavoli, finocchio, aglio, porri, cipolle, piselli, scalognoCereali: frumento e segale se consumato in grandi quantità (ad esempio, pane, pasta, couscous, crackers, biscotti), orzo

Noci e semi: pistacchi

Legumi: ceci, lenticchie, fagioli rossi, fagioli

Inulina

Polioli-Sorbitolo, mannitolo, maltitolo, xilitolo, eritritolo, polidestrosio, e isomalto Frutta: mele, albicocche, ciliegie, litchi, nettarine, pere, pesche, susine, prugne, anguriaVerdura: avocado, cavolfiore, funghi, piselliDolcificanti: sorbitolo (E420), mannitolo (E421), xilitolo (E967), maltitolo (E965), isomalto (E953), e altri che terminano in olo

Lassativi

Una delle maggiori difficoltà che si riscontrano nel seguire questo regime alimentare, che comunque non deve essere prolungato nel tempo, è l’esclusione dei legumi (ceci, fagioli, fagioli rossi, e lenticchie) in quanto contengono sia fruttani che galattani. Tuttavia è consentito il consumo di tofu, semi, noccioline e quinoa.

Un possibile effetto collaterale di una dieta ad eliminazione, anche se caratterizzata di una modesta varietà di alimenti permessi come la dieta a basso FODMAP, è l’importante riduzione di fibre che tale regime comporta, soprattutto come l’inulina che ha effetto probiotico (induce cioè la proliferazione di determinate specie batteriche, soprattutto bifidi). Inoltre il consumo di buone quantità di fibre si è dimostrato protettivo verso alcuni tumori come quello del colon-retto. Per tutte queste ragioni non è raccomandato seguire questo regime alimentare per molto tempo. Dopo aver infatti ottenuto una buona riduzione dei disagi, gli alimenti FODMAP vanno re-introdotti il prima possibile per trovare il livello di restrizione alimentare specifica del soggetto, che permetta un buon controllo dei sintomi senza andare incontro a squilibri nutrizionali. Una dieta a basso contenuto di FODMAP è sconsigliata invece alle persone sane in quanto potrebbe compromettere la composizione della flora batterica intestinale e l’assunzione di fibre.

È bene quindi precisare che sebbene questo tipo di alimentazione si sia rivelata efficace in diversi soggetti, è una dieta che prevedendo l’esclusione di molti alimenti potrebbe risultare nutrizionalmente inadeguata se seguita senza il supporto di uno specialista.

 

Bibliografia

  1. Mansueto, A. Seidita, et al.Role of FODMAPs in Patients With Irritable Bowel Syndrome: A Review.Nutrition in Clinical Practice: Volume XX, Number X, 2015.
  2. J. Shepherda, E. Halmosb and S. Glancec; The role of FODMAPs in irritable bowel syndrome. Curr Opin Clin Nutr Metab Care 2014, 17:605–609

 


 

 

 

 

Perdere dieci chili in un mese è un obiettivo sbagliato dal punto di vista fisico (non si dovrebbero perdere più di 500 gr. la settimana) e pericoloso dal punto di vista mentale.
Perché se davvero possono bastare pochi giorni per dimagrire, diventa forte la tentazione di rimandare alla prossima settimana l’inizio del piano dietetico. Motivazione addio, e anche la determinazione vacilla.
Essere impazienti significa anche abbandonare subito la dieta quando non si vede scendere l’ago della bilancia di corsa. Invece, una buon regime dimagrante dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana, cui ci si adatta nel tempo e che permette di farci perdere peso lentamente.
Senza eccessive restrizioni, altrimenti si pensa continuamente a cosa non si può mangiare e si sogna tutto quello che ci si potrà permettere non appena finita la tanto sofferta dieta.
Ma passare tutto il tempo a rimuginare sul cibo fa venire fame, porta dritti verso il fallimento e, una volta raggiunto l’obiettivo, in un attimo si riprendono i chili persi.

I CONSIGLI ANTI CHILI

1. Recupera il vero senso del dimagrire: non è quello di raggiungere un obiettivo rigido (“voglio entrare in certi vestiti”) né di omologarsi a un modello standard di magrezza, ma trovare un proprio equilibrio psicofisicoda mantenere nel tempo.
E che ti consenta di stare bene nella tua pelle, senza indossare la taglia small! Questo fine esige una buona dose di tempo e un lavoro continuo e costante su te stessa, seguendo una dieta che possa essere prolungata per tutta la vita.

2 . Metti da parte la tentazione del “tutto e subito”: spesso, è proprio il meccanismo psicologico che ti impedisce di dimagrire. L’avidità emotiva rende la tua testa refrattaria ai sacrifici.
Perché così come non sai aspettare che la dieta faccia il suo corso, ancora di più non sai rinunciare al prossimo morso di qualcosa, dal momento che tenti di placare con il cibo un’ansia debordante la quale esige invece di essere approfondita. Prenderne coscienza è un passo fondamentale del vero cambiamento, e non solo in termini di peso.

3. Non stabilire chilogrammi e tempi della dieta: l’impazienza di raggiungerli ti porterà a fare uno sforzo eccessivo, che non tiene conto né dei tuoi lati deboli né dei momenti no. La dieta è efficace solo se è in sintonia con il tuo stile di vita e adattabile a ogni occasione.
Non prefissarsi un obiettivo rigido ti permette di tollerare gli alti e bassi del tuo percorso dimagrante: sgarrare qualche volta è normale, sennò tutto diventa una forzatura difficile da sopportare.

 


 

Necessaria un’autorità di vigilanza che sanzioni i falsi professionisti che speculano sulla salute della popolazione attraverso i media e i social network

La posizione dell’ADI

NUTRIZIONE

L’ADI, Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica si unisce al grido di allarme lanciato negli ultimi giorni dalle società scientifiche di diabetologia e dalle associazioni di pazienti diabetici contro coloro che affermano di poter curare il diabete di tipo 1 con una dieta e una manciata di integratori e chiede al Ministero della Salute l’istituzione di un’Autorità di vigilanza che regoli e sanzioni il mercato delle diete propagandato attraverso i media e i social network.

Dopo aver denunciato nei mesi scorsi il fenomeno mediatico della dieta “Lemme”, l’ADI punta il dito questa volta contro il regime paleodietetico “Life120” del giornalista Adriano Panzironi e rivolge un plauso al professor Lorenzo Piemonti, direttore dell’Istituto di ricerca sul diabete del San Raffaele di Milano, che nelle scorse settimane in una lettera aperta ha smontato scientificamente le tesi di questo metodo che promette di vivere fino a 120 anni eliminando i carboidrati e di guarire da patologie come diabete e Alzheimer.

“Se un medico facesse in pubblico le stesse affermazioni di un simile personaggio in poco tempo dovrebbe rispondere giustamente al consiglio disciplinare dell’Ordine – dichiara Antonio Caretto, presidente ADI – Mentre personaggi mediatici come Lemme o Panzironi continuano ad aggirarsi nei salotti televisivi mettendo a rischio la salute della popolazione e senza incorrere in procedimenti disciplinari. Chiediamo pertanto al Ministero della Salute l’istituzione di un organo di vigilanza che tenga monitorato questo genere di trasmissioni e che agisca con pesanti sanzioni su chi millanta metodi privi di alcun fondamento scientifico e non conformi alle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità”.

L’Autorità di Vigilanza sul mercato delle diete potrebbe, inoltre, aiutare a smascherare secondo ADI tutti quei falsi profili e pagine social che promettono dimagrimenti rapidi e efficaci e che catturano molto spesso l’attenzione di giovani adolescenti con disturbi alimentari importanti.
“Dietro alle nutrition fake ovvero i falsi programmi di dimagrimento che bombardano i social network si nasconde il più delle volte un business fatto di integratori, pillole e pasti sostitutivi privi di alcuna validità – dichiara Barbara Paolini, vicesegretario ADI – Profili di giovani ragazze senza evidenti titoli di studio promuovono, attraverso immagini di dimagrimento miracolosi e testimonianze non verificabili, integratori o beveroni di vario genere e ricette “detox” poco equilibrate. Con l’aiuto di un’autorità di vigilanza che certifichi i programmi riconosciuti dalla comunità scientifica e blocchi i profili a rischio, i danni per la salute potrebbero venire sicuramente limitati.”

In ultimo l’ADI ribadisce che le società scientifiche accreditate dal Ministero della Salute, esistono anche a garanzia dei messaggi e delle informazioni che vengono veicolate dai media, per proteggere i cittadini dalle errate comunicazioni e informazioni. È auspicabile, dunque, che nell’interesse della salute pubblica, vengano interpellate per prime dai programmi televisivi che trattano temi riguardanti i vari aspetti della corretta alimentazione e nutrizione.

Fonte: Ufficio stampa ADI Onlus

 


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